LE NOTTI BIANCHE
Anno: 1957 Produzione: ITA - co/FRA Rank Film Cinematografica Associati Vides Cinematografica
Regia:
Luchino Visconti
Sceneggiatura:
(dal romanzo di Fyodor Dostoevsky)
Luchino Visconti Suso Cecchi D'Amico
Fotografia: Giuseppe Rotunno
Musica: Nino Rota
Cast:
Maria Schell
Marcello Mastroianni
Jean Marais
Marcella Rovena
Maria Zanoli
Elena Fancera
Lanfranco Ceccarelli
Angelo Galassi
Renato Terra
Corrado Pani
Dirk Sanders
Clara Calamai
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A Livorno, Natalia, giovane perdutamente innamorata del suo inquilino, lo attende tutte le sere su un ponte vicino al porto, ma l'uomo non arriva mai. Un giovanotto, Mario, stringe amicizia con la ragazza e la asseconda in tutte le sue stravaganze. Poi col tempo si innamora, pare, ricambiato; ma sul più bello compare il misterioso amante e lei gli si getta tra le braccia. Per Mario, è l'amaro fine di un sogno d'amore.
Dal racconto breve, ´Belye Noci´ (1848) di Fjodor Dostoevskij, già filmato in Unione Sovietica da Grigori Roshal e Vera Stroyeva con Peterburgskaya noch (1934), rifatto, prima da Robert Bresson con Quattro notti di un sognatore (1971), poi con un corto italiano, Le notti bianche del 2009 di Cristian Patané, un film-tv, analogo titolo, di Vittorio Cottafavi (1962) con Monica Vitti e, dulcis in fundo, diede fonte d'ispirazione a James Gray per Two Lovers (2009). Neorealismo tradotto in poetica neoromanticista e neointimista da Luchino Visconti che trasferisce la storia da San Pietroburgo a Livorno e assieme alla sceneggiatura di Suso Cecchi D'Amico, inserisce nuove scene e personaggi. Melodramma di sostanza visionaria proteso al concetto dell'illusione ingannevole dell'amore. Atmosfere rarefatte e buone interpretazioni, ma il film non vale il nome del regista. Livorno magistralmente ricostruita nei teatri di posa di Cinecittà in Roma. Fotografia di Giuseppe Rotunno e musiche di Nino Rota. Non esistono riscontri circa un'eventuale versione francese del 1938 di Jean Dréville, dal titolo Les nuits blanches de Saint-Pétersbourg, in quanto l'autore del romanzo dal quale il film é tratto pare sia Lev Tolstoj (dal testo breve ´Sonata a Kreutzer´, 1889) e non Dostoevskij.
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